“… il tempo si è fatto breve; …”: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. Parole di questo tipo sul tempo spesso sono prese come minacce e suscitano un atteggiamento di sospetto, alle volte persino di superstizione. In realtà accolte e vissute in questo modo vengono svuotate da ogni loro significato. Sono infatti un invito a vivere il nostro tempo nel modo più prezioso, a orientare ogni cosa che facciamo, tutto ciò che abbiamo, ogni situazione in cui ci troviamo, tutto ciò che siamo, non finalizzati semplicemente al momento presente, ma nell’orizzonte e nella luce di verità dell’eternità. “Il regno di Dio è vicino” non significa primariamente che è imminente la fine del mondo, ma che ci è già dato di vivere e partecipare, fin d’ora, della Vita di Dio in Cristo Gesù per dono del suo Amore. Con la Sua venuta nel mondo ha annullato ogni distanza con Dio perché possiamo già vivere la realtà del suo regno. Anche la vicenda dei pescatori che sistemano le loro reti sul lago ci insegna. Il signore ci invita a far parte del suo regno non da spettatori passivi, non beneficiando semplicemente di un servizio, ma seguendo Lui e rimanendo con Lui ci rende capaci di condividere la passione e l’azione per l’opera che compie: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. Come Simone e Andrea, come Giacomo e Giovanni, siamo chiamati a rispondere prontamente: quel “subito” in cui si gioca la loro risposta non è espressione di una fretta dettata dall’agitazione o di una frenesia di provare tutto, è invece il riconoscimento dell’immediatezza con cui la nostra vita è trasformata e resa di grande valore nel momento in cui si fa accogliente verso la chiamata e l’Amore del Signore e così diventa luogo in cui si edifica il regno di Dio.








